Via Collalto 2, angolo Corso del Popolo
nome storico: Casa Zangrossi
indirizzo storico: Via Vittorio Emanuele e Via Collalto n. 2
Edificio a quattro piani, interamente in mattoni, con alti portici su due lati ad archi acuti su pilastri. Chiaramente visibile sulla facciata verso corso del popolo l'innalzamento dell'ultimo piano, caratterizzato da finestre rettangolari. Il primo piano nobile (in realtà il secondo piano del palazzo in quanto il primo è un mezzanino al di sotto dei portici), sempre verso corso del Popolo, è caratterizzato da due coppie di bifore con archi inflessi e da una bifora centrale con archi a tutto sesto su un terrazzino impreziosito da plutei in pietra d'Istria, in parte di rifacimento. La facciata su via Collalto presenta una portafinestra monofora con arco trilobato arricchito da decori in terracotta che conduce a un terrazzino con parapetto metallico, e una bifora con archi trilobati con decorazioni e cornici in terracotta; le altre finestre del piano sono ad arco a tutto sesto, ma chiaramente di più recente fattura. Coletti (p. 128 del Catalogo) lo descrive così: "Portico su due lati, di archi acuti su pilastri. Al primo piano finestre rettangolari di rifacimento moderno, con poggioli a plutei scolpiti a corone di frutta e fiori racchiudenti, in scudi a teschio di cavallo, stemmi. Stato di conservazione - Discreto; buono i plutei, in parte sostituiti da imitazioni moderne. Note - La costruzione originaria quasi interamente rimodernata dev'essere della seconda metà del XV secolo. I plutei (di fattura molto fine) asportati per essere venduti, furono in parte rimessi in loco, in seguito a polemiche di stampa ed a processo." Il processo a cui si riferisce Coletti riguardò gli allora proprietari Giovanni Zangrossi e Luigia Gianese negli anni 1903-1904 (ASTV, Fondo Comunale).
Il palazzo originario viene datato da Coletti (p. 128) alla seconda metà del XV secolo e rimaneggiato nel XVI e XIX secolo, presenta comunque caratteristiche chiaramente gotiche. E' del 1885 la domanda alla commissione di ornato per la trasformazione della facciata e la domanda successiva è del 1902 (ASTV, Fondo Comunale).
E' stato danneggiato dai bombardamenti (come ricorda il Netto nella sua guida a pag. 352) e così si perse "il bando del 1763 dipinto a vietare in quel sito 'giochi e scandali'. Verso Corso del Popolo, la fascia obliqua affrescata segue l'antica linea del tetto originario (Forlati F.,1950)
Edificio attualmente esistente
datazione:
XV secolo (secondo quarto)
dati catastali
L'edificio è attestato dai seguenti catasti:
catasto napoleonico (1811) - mappale: 1356
catasto austriaco (1843) - mappale: 1303
vincoli culturali:
Legge 1 giugno 1939 n. 1089
elementi caratterizzanti l’edificio:
balaustrini, elementi in cotto
stato di conservazione dell’edificio:
buono
stato di conservazione generale delle decorazioni: mediocre
leggibilità delle decorazioni
scarsa facilmente riproponibile
La decorazione (affresco) è situata nel lato sud-est dell’edificio
La decorazione risale al XV secolo
soggetto: dischi
tema: geometrico
descrizione: Nella facciata verso Corso del Popolo è ancora visibile la linea di gronda del tetto precedente e la decorazione del sottotetto: una fascia con all'interno dei tondi.
COLETTI 1935
Catalogo delle cose d'arte e di antichità d'Italia. Treviso, a cura di LUIGI COLETTI, Libreria dello Stato, Roma 1935, 497 pp.
p. 128 - n. 234
NETTO 1988, 2000
GIOVANNI NETTO, Guida di Treviso. La città, la storia, la cultura e l'arte, Lint, Trieste 2000 (prima edizione 1988), 608 pp.
p. 352
MAZZOTTI 1952, 1994
Mostra della ricostruzione degli edifici storici ed artistici danneggiati dalla guerra. Treviso, Salone dei Trecento, 1952, catalogo a cura di GIUSEPPE MAZZOTTI, Fondazione Mazzotti, s.l. 1994, 126 pp. (ristampa anastatica dell'edizione 1952).
pp. 72-73
LAZZARI-GARZONI 1927, 1975
ATTILIO LAZZARI, TITO GARZONI, Curiosità storiche trevisane, ossia Delle antiche e nuove denominazioni delle contrade, osterie, caffਠed alberghi, Forni, Sala Bolognese 1975, 218 pp. (ristampa anastatica dell'edizione Arnaldo Forni Editore, Roma 1927).
pp. 40; 45
FORLATI 1950
Ferdinando Forlati, Restauro di edifici danneggiati dalla guerra. Provincia di Treviso, «Bollettino d'Arte», 3, 1950, pp. 259-276.
pp. 269-270
SERNAGIOTTO 1869, 1975
MATTEO SERNAGIOTTO, Passeggiata per la città di Treviso. Verso il 1600, Arnaldo Forni, Sala Bolognese 1975, 144 pp. (ristampa fotomeccanica dell'edizione Passeggiata per la città di Treviso, verso il 1600, e memorie illustrative di cose e fatti anteriori, Tipografia di Luigi Priuli, Treviso 1869).
passeggiata terza, p. 116. N.B. Bailo nel suo manoscritto in Miscellanea, moduli elezioni politiche 1919 AMCTV post 1919 riportato da Alessia De Piccoli pp. 494-497 spiega che l'attribuzione dell'edificio ai Cattanei Spineda è errata; il proprietario è Bomben
COLETTI 1935
Catalogo delle cose d'arte e di antichità d'Italia. Treviso, a cura di LUIGI COLETTI, Libreria dello Stato, Roma 1935, 497 pp.
p. 128, cat. n. 234
Affreschi di facciata. Mostra 1982
Affreschi di facciata e ambiente urbano a Treviso. Mostra critica e documentaria. Treviso, Museo Civico, 10 giugno-30 settembre 1982, Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana, Treviso 1982, 82 pp.; allegata una carta ripiegata, Treviso urbs picta nell'anno MDCCCCLXXXII.
Nella mappa allegata l'edificio è il numero 205