edificio 577

Piazza Santa Maria dei Battuti

nome storico: Ospedale Civile / dei Battuti

indirizzo storico: Ospitale

Lungo edificio a tre piani con tutte finestre rettangolari; quelle del terzo piano presentano eleganti ballatoi lapidei a traforo. La parte centrale è leggermente avanzata rispetto al resto dell'edificio ed è caratterizzata da un grande sottoportico nella parte centrale per l'accesso alla corte interna del "quartiere Latino"; questo portale in pietra d'Istria, di scuola lombardesca, è costituito da due colonne su alto basamento e capitello ionico che sorregge una trabeazione con cornici a dentelli con la scritta "DIVAE MARIAE"; al di sopra timpano ad arco a tutto sesto. Il coronamento di questa parte dell'edificio, decorato con vasi e fiori, riprende il timpano ad arco nella zona centrale e ospita un orologio.

Vicende costruttive

Il fabbricato iniziale fu edificato nel 1333, con il materiale ricavato da due palazzi distrutti, tra i due rami del Cagnan in prossimità della loro confluenza nel Sile; il resto venne eretto in più fasi e stili. In questa sede l'Ospedale rimase per sei secoli: è infatti degli anni Trenta del Novecento il passaggio a S. Maria di Ca' Foncello . Un'iscrizione del 1880 ci indica sicure riedificazioni, compiute nel 1661, di parti importanti dell'edificio, ormai in degrado e che altri lavori vennero effettuati verso la fine dell'Ottocento rinnovando completamente la parte nord-orientale. Infatti, negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo l'Ospedale subì degli interventi di ristrutturazione, progettati dall'ingegner Speroni: l'aspetto attuale, con alcune aggiunte e piccole modifiche, risale a quell'epoca. Recentemente, dopo i gravi danni subiti durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, l'intero complesso è stato oggetto di un'operazione di restauro molto importante (1998-2006) che lo ha portato a nuova vita e rinnovata bellezza.

Dati edificio

Edificio attualmente esistente

datazione:
XVI secolo (app. al secolo)

dati catastali
L'edificio è attestato dai seguenti catasti:
catasto napoleonico (1811) - mappale: AU
catasto austriaco (1843) - mappale: 2119

vincoli culturali:

Legge 20 giugno 1909 n. 364

elementi caratterizzanti l’edificio:
cornici marcapiano

Stato di conservazione

stato di conservazione dell’edificio: ottimo
stato di conservazione generale delle decorazioni: ottimo
leggibilità delle decorazioni alta

Decorazioni

Madonna con SS. Rocco e Sebastiano

La decorazione (affresco) è situata nel lato nord-ovest dell’edificio

La decorazione risale al XVIII secolo

Opera di Giovanni Battista Canal

Soggetti decorazione

soggetto: Madonna e santi

tema: religioso

descrizione: Dipinti all'interno della lunetta, alla fine del Settecento da G. Battista Canal, rappresentava una Madonna coi Santi Rocco e Sebastiano a chiaroscuro, nella lunetta dovettero avvicendarsi più d'una immagine di Maria, probabilmente rinnovate nel tempo a causa del degrado subito dai dipinti. Attualmente la pittura dell'affresco, ormai ridotta ad uno stato larvale, vive più che altro del contrasto tra il fondo rossastro e i contorni delle figure a monocromo: Maria ed il Bambino sono meglio conservati mentre i busti dei due santi risultano molto più deteriorati.

Fasce decorative

La decorazione (affresco) non più esistente, era situata nel lato nord-ovest dell’edificio

La decorazione risale al XVI secolo

Soggetti decorazione

soggetto: racemi

tema: fitomorfo

descrizione: Fasce con decorazione a racemi che richiamano il gusto antiquario. Non più esistenti sono testimoniate nei disegni dell'Ottocento.

soggetto: teste umane

tema: numismatico

descrizione: Nella fascia, la decorazione a racemi è interrotta da dei tondi con all'interno dipinti ritratti di profilo, riprendendo la numismatica e la medaglistica cinquecentesca.

Bibliografia

NETTO 1988, 2000
GIOVANNI NETTO, Guida di Treviso. La città, la storia, la cultura e l'arte, Lint, Trieste 2000 (prima edizione 1988), 608 pp.

p. 225-230

MARCONATO 2008-2009
ELENA MARCONATO, La Raccolta iconografica trevigiana: una preziosa fonte per la pittura trevigiana, tesi di laurea, Università  degli Studi di Venezia Ca' Foscari, Facoltà  di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Storia delle arti e Conservazione dei beni artistici, relatore Michela Agazzi, a.a. 2008-2009, 397 pp.

F36, p. 205-206; F37, p. 207; F38, pp. 207-208

BOZZOLATO 1976
GIAMPIERO BOZZOLATO, Saggio di iconografia trevigiana, G. Zoppelli e C., Treviso 1976, 108 pp.

Fig. 41-42, p.87

COLETTI 1935
Catalogo delle cose d'arte e di antichità  d'Italia. Treviso, a cura di LUIGI COLETTI, Libreria dello Stato, Roma 1935, 497 pp.

p. 48, cat. n. 30

BASSO-CASON 1977
TONI BASSO, ANDREA CASON, Treviso ritrovata. Immagini della città  scomparsa corredate da note di vari autori, Canova, Treviso 1977, 160 pp.

pp. 156-157

CRICO 1829
LORENZO CRICO, Indicazione delle pitture ed altri oggetti di belle arti degni d'osservazione esistenti nella R. Città  di Treviso, Andreola, Treviso 1829, 88 pp.

p. 41