Via Sant'Agostino 13
indirizzo storico: Via Sant'Agostino 17 (Coletti)
Edificio a quattro piani con portico; al piano terra ampie vetrine dei negozi. Ai due piani soprastanti aperture regolari, tre per piano, con al primo livello timpani triangolari su quelle laterali e ad arco in quella centrale, e con architravi a cornici sporgenti per il secondo livello. All'ultimo piano piccole aperture rettangolari. Sul lato in cui è presente il tabernacolo vi è una linea di finestre con le stesse caratteristiche della facciata principale ma orbate.
Edificio probabilmente del XVIII secolo ma su impianto di fabbricato cinquecentesco. Tabernacolo del 1793
Edificio attualmente esistente
datazione:
XVIII secolo (ultimo quarto)
dati catastali
L'edificio è attestato dai seguenti catasti:
catasto napoleonico (1811) - mappale: 354
catasto austriaco (1843) - mappale: 844
vincoli culturali:
Legge 20 giugno 1909 n. 364
stato di conservazione dell’edificio:
buono
stato di conservazione generale delle decorazioni: pessimo
leggibilità delle decorazioni
scarsa difficilmente riproponibile
Miracolo del Beato Enrico da Bolzano
La decorazione (affresco) è situata nel lato nord dell’edificio
La decorazione risale al XVIII secolo
soggetto: beato Enrico Sarto
tema: religioso
descrizione: Miracolo del Beato Enrico da Bolzano che guarisce il sarto feritosi con l'ago. Probabilmente il sarto abitasse nei dintorni
NETTO 1988, 2000
GIOVANNI NETTO, Guida di Treviso. La città, la storia, la cultura e l'arte, Lint, Trieste 2000 (prima edizione 1988), 608 pp.
p. 218
COLETTI 1935
Catalogo delle cose d'arte e di antichità d'Italia. Treviso, a cura di LUIGI COLETTI, Libreria dello Stato, Roma 1935, 497 pp.
pp. 104-105, cat. n. 180
FEDERICI 1803, 1978
DOMENICO MARIA FEDERICI, Memorie trevigiane sulle opere di disegno, Forni, Sala Bolognese 1978, vol. I: XLVIII-240 pp.; vol. II: VIII-275 pp. (ristampa anastatica dell'edizione Memorie trevigiane sulle opere di disegno dal Mille e Cento al Mille e Ottocento per servire la storia delle Belle Arti d'Italia, Francesco Andreola, Venezia 1803)
vol I, p. 194