Episcopio - Piazza Duomo 2
Grande edificio a quattro piani con importante portale di accesso con arco tondo in pietra inquadrato tra colonne doriche con alette laterali che sostengono architrave con trigilifi e metope. Ai lati tre vetrine ad arco tondo. Al primo piano sette monofore rettangoari, mentre al secondo al centro un balcone a poggiolo con pluteo traforato in stile barocco, colonne ioniche e architrave; sopra oculo ovale con volute e conchiglia.
Tutte le altre aperture sono rettangolari e all'ultimo piao quelle dell'ala sinistra sono tamponate.
Edificio di origini forse duecentesche. Vi sono notizie di un primo rifacimento dell\'edificio alla metà del Quattrocento, voluto dal vescovo e umanista Ermolao Barbaro, che interessa anche la decorazione della facciata; gli affreschi restarono visibili poco più di un secolo, perché la facciata sarebbe stata ridipinta intorno al 1570, su volere del vescovo Giorgio Corner a opera di Benedetto Caliari (Verona 1538-Venezia 1598), fratello del più celebre Paolo Veronese. La decorazione cinquecentesca riprendeva l\'impostazione già consolidata delle ville dell\'entroterra e, secondo la testimonianza del Ridolfi, vi erano raffigurate a monocromo alcune virtù. Il Crico nel descrivere la facciata osserva che era «tutta dipinta, cominciando sopra un basamento bugnato di rilievo, in mezzo al quale fu costruito posteriormente un bel portone d\'ordine dorico, con frontespizio, fiancheggiato da due altre porte minori. Sovra questo basamento si alza dipinto un ordine corinzio con piedestallo, negl\'intercolumni del quale sono collocate le finestre, e sei grandi nicchie con statue. Il dipinto è a chiaro-scuro gialletto, cui recò il tempo moltissimo danno: le figure sono allegoriche, né ben si rilevano per lo smarrimento del colore. Sovra quest\'ordine si alza un attico, con cariatidi, nelle cui divisioni s\'aprono finestre, ed ornati con rabeschi».
Il Federici riferisce che «al di fuori dell\'Episcopio vi sono a chiaroscuro colonnati, e figure con parecchie nichie con prospettive storiche, e teatrali».
Edificio completamente restaurato, ache nella facciata esterna alla fine del \'900.
Edificio attualmente esistente
datazione:
XV secolo (secondo quarto) (data da fonti indirette)
dati catastali
L'edificio è attestato dai seguenti catasti:
catasto napoleonico (1811) - mappale: CQ
catasto austriaco (1843) - mappale: 1104
vincoli culturali:
elementi caratterizzanti l’edificio:
stemmi
nell’edificio sono presenti anche affreschi interni
stato di conservazione dell’edificio:
ottimo
stato di conservazione generale delle decorazioni: ottimo
leggibilità delle decorazioni
buona
La decorazione (graffito) è situata nel lato nord-ovest dell’edificio
La decorazione risale al XX secolo
soggetto: cornici
tema: architettonico
descrizione: Sono segnate a graffito le cornici tra piano terra e primo piano
soggetto: cornici di serramenti
tema: architettonico
soggetto: forme geometriche
tema: architettonico
descrizione: Tra le finestre sono indicati a graffito dei grandi riquadri, probabilmente ad indicare delle specchiature
soggetto: dischi
tema: architettonico
descrizione: Al centro delle specchiature, sono disegnati a graffito dei rosoni
soggetto: fasce orizzontali
tema: architettonico
descrizione: Tra il primo e secondo piano
soggetto: racemi
tema: fitomorfo
descrizione: Le fasce orizzontali tra primo e secondo piano, sono decorate con girali e foglie
soggetto: cornici di serramenti
tema: architettonico
descrizione: Al terzo piano sono disegnate a graffito finte finestre
soggetto: foglie
tema: fitomorfo
descrizione: Ai lati del finestrone centrale, due grandi specchiature rettangolari con al centro decorata una composizione di fiori e foglie. Tutto disegnato a graffito.
La decorazione (affresco) non più esistente, era situata nel lato nord-ovest dell’edificio
La decorazione risale al XVI secolo
Opera di Benedetto Caliari
soggetto: bugnato
tema: architettonico
La decorazione (affresco) non più esistente, era situata nel lato nord-ovest dell’edificio
La decorazione risale al XVI secolo
Opera di Benedetto Caliari
soggetto: statue
tema: scultoreo
descrizione: Statue, inserite tra colonne, poggiavano su mensole e si innalzavano sopra la base di bugnato
soggetto: mensola
tema: architettonico
La decorazione (affresco) non più esistente, era situata nel lato nord-ovest dell’edificio
La decorazione risale al XVI secolo
Opera di Benedetto Caliari
soggetto: pilastro/colonna/lesena
tema: architettonico
descrizione: Colonne poggiavano sulla base di bugnato.
COLETTI 1935
Catalogo delle cose d'arte e di antichità d'Italia. Treviso, a cura di LUIGI COLETTI, Libreria dello Stato, Roma 1935, 497 pp.
pp. 131-132, cat. n. 242
CRICO 1829
LORENZO CRICO, Indicazione delle pitture ed altri oggetti di belle arti degni d'osservazione esistenti nella R. Città di Treviso, Andreola, Treviso 1829, 88 pp.
p. 18
BURCHIELLATI 1630
BARTOLOMEO BURCHIELLATI, Treviso 1630. Gli sconci et diroccamenti di Trevigi, nel tempo di mia vita, BCTV, mss. 1046A e 1046B, 1630; testo coordinato a cura di GIOVANNI NETTO, s.n.t.
12v, pag. 17
RIDOLFI 1648
CARLO RIDOLFI, Le maraviglie dell'arte, overo le vite de gl'illustri pittori veneti, e dello stato, Giambattista Sgava, Venezia 1648, 2 voll.: vol. I, 406 pp.; vol. II, 324 pp.
p. 344
FOSSALUZZA-MANZATO 1989
Facciate affrescate trevigiane. Restauri, a cura di GIORGIO FOSSALUZZA, EUGENIO MANZATO, presentazione di Ernesto Brunetta, introduzione di Filippa M. Aliberti Gaudioso, Comune di Treviso, Treviso 1989 circa (catalogo della mostra, Treviso, Ca' da Noal, 30 settembre-30 novembre 1989), 216 pp.
E. Manzato p. 11, note 3, 17 e 20
Descrizione delle chiese 1670
Anonimo Cappuccino, Descrizione delle chiese e monasteri pitture e sculture che si trovano nella città di Trevigi raccolte dal P. Cappuccino fioriva nel 1670, BCTV, ms. 1419, 1670.
p. 9
RIGAMONTI 1767, 1978
AMBROGIO RIGAMONTI, Descrizione delle pitture più celebri che si vedono esposte nelle chiese ed altri luoghi pubblici di Trevigi, ristampa con introduzione e note a cura di CRISTINA VODARICH, Canova, Treviso 1978, X-70 pp. (edizione originale Nella Stamperia del Bergami, Treviso 1767).
p. 47
FEDERICI 1803, 1978
DOMENICO MARIA FEDERICI, Memorie trevigiane sulle opere di disegno, Forni, Sala Bolognese 1978, vol. I: XLVIII-240 pp.; vol. II: VIII-275 pp. (ristampa anastatica dell'edizione Memorie trevigiane sulle opere di disegno dal Mille e Cento al Mille e Ottocento per servire la storia delle Belle Arti d'Italia, Francesco Andreola, Venezia 1803)
vol II p. 57
SERNAGIOTTO 1869, 1975
MATTEO SERNAGIOTTO, Passeggiata per la città di Treviso. Verso il 1600, Arnaldo Forni, Sala Bolognese 1975, 144 pp. (ristampa fotomeccanica dell'edizione Passeggiata per la città di Treviso, verso il 1600, e memorie illustrative di cose e fatti anteriori, Tipografia di Luigi Priuli, Treviso 1869).
passeggiata seconda, pp. 69-72
BOZZOLATO 1976
GIAMPIERO BOZZOLATO, Saggio di iconografia trevigiana, G. Zoppelli e C., Treviso 1976, 108 pp.
p. 92, fig. 2