Chiesa di San Francesco - Piazza San Francesco
La chiesa a "granaio" a navata unica, ha una pianta a croce latina con cappelle gentilizie aggiunte sul fianco meridionale che creano una piccola navatella. La facciata a capanna è divisa da quattro lesene raccordate da archetti pensili. I due scomparti laterali hanno lunghe finestre, in quello centrale più largo si apre un portone protetto da un piccolo vancorpo con frontone displuviato; in alto si aprono tre piccoli occhi e uno grande.La porta è incorniciata da pietra d'Istria, gli stipiti sono articolati. La facciata settentrionale è divisa in nove lesene aggettanti collegati da archetti pensili. Sulla navatella laterale, decorata dagli archetti pensili, si apre il portone laterale protetto da un piccolo vancorpo con frontone displuviato. Sporge il transetto la cui facciata è simile a quella pincipale, senza lesene e illuminata da tre occhi. Verso est ci sono le cappelle absidali: la maggiore, centrale e sopraelevata, ha abside poligonale, scandita da lesene, con finestre e decorata da un fregio con archi intrecciati; accanto a questa, da entrambi i lati, si aprono due cappelle gentilizie.
Il cantiere della chiesa viene aperto all'inizio del XIII secolo: si conosce uno Statuto comunale del 1231 dove si provvedeva allo stanziamento di 1000£ per la costruzione di una nuova chiesa e nuove abitazioni. Secono i documenti i frati iniziano ad officiare negli anni '60 del Duecento. Il progetto e conformazione iniziale però doveva aprirsi su 3 cappelle a terminazione piatta, la forma poligonale dell'abside fu opera di rifacimento trecentesco e probabilmente in quell'occasione vennero erette anche le altre due cappelline. Si suppone quindi che i lavori iniziarono verso il 1233, ma rallentarono anche a causa dei disagi e dalle lotte che incorsero tra le famiglie degli Ezzelino e i da Romano e dalla parentesi della famiglia Alberico, ripresero quindi nella seconda metà del '200. Sicuramente la consacrazione avvenne prima del '60 quando i documenti raccontano che fu stabilito di accogliere con solennità il rientro in patria del vescovo Alberto, con una processione e una messa celebrata presso la chiesa francescana. Inizialmente il soffitto doveva essere a capriata lignea, solo in un secondo momento venne sostituito con quello a carena di nave polilobata. La chiesa venne ampliata da cappelline che si aprono sulla parete destra probabilmente costruite a partire dal quattrocento. La prima ad essere eretta è quella di Santa Rita, la terza partendo dalla porta. Dal 1797, la chiesavenne adibita a caserma, magazzino, poi a fienile e stalla. Con l'arrivo degli austriaci i francescani tornarono ad officiare ma quando nel 1805 tornarono nuovamente i francesi, l'edificio venne sottoposto ad un nuovo saccheggio demolendo parte dell'edificio e utilizzando parte del materiale per costruire una casa a ridosso della facciata che doveva ospitare i russi ritirati da Corfù. Ci fu la soppressione degli ordini monastici nel 1810. Nel 1816 venne abbattuto il campanile. Con gli austriaci venne eliminato il pavimento, alterate le finestre, aperte altre per consentire l'illuminazione agli uffici e magazzini che si trovavano nei piani superiori, la chiesa era infatti suddivisa con un'impalcatura in tre piani; vennero poi demoliti i chiostri. Divenne poi Distretto militare e quindi all'inizio del 1900 già il Bailo si esponeva con il comune per sensibilizzare ad un necessario ripristino dell'edificio. Ma fu con il Coletti che nel 1922 venne formato un comitato per curarne il ripristino, lo stesso era presidente dell'Associazione per il Patrimonio Artistico Trevigiano (1921). Arrivarono finanziamenti dal Comune e dallo Stato e i lavori iniziarono nel '23, il 4 ottobre del 1928 la chiesa venne riaperta al culto con il vescovo francescano Andrea Longhin.
Il campanile, abbattuto nel 1816, venne ricostruito nel 1937.
Edificio attualmente esistente
datazione:
XIII secolo (ultimo quarto)
dati catastali
L'edificio è attestato dai seguenti catasti:
catasto napoleonico (1811) - mappale: P
catasto austriaco (1843) - mappale: 454
vincoli culturali:
Legge 20 giugno 1909 n. 364
stato di conservazione dell’edificio:
mediocre
stato di conservazione generale delle decorazioni: buono, mediocre
leggibilità delle decorazioni
scarsa facilmente riproponibile
Decorazione sotto gli archetti pensili
Lunetta sopra il portale di facciata
La decorazione (affresco) è situata nel lato ovest dell’edificio
La decorazione risale al XIV secolo
Opera di Marco Veneziano
soggetto: madonna con bambino
tema: religioso
descrizione: Nella lunetta sopra il portale della facciata è dipinta una Madonna a mezzo busto con in braccio il Bambino; ai lati San Francesco e Sant'Ambrogio.
soggetto: san Francesco
tema: religioso
descrizione: A sinistra della Madonna con Bambino c'è San Francesco
soggetto: sant'Ambrogio
tema: religioso
descrizione: A destra della Madonna con Bambino c'è Sant'Ambrogio (così scrive Coletti)
soggetto: arcangeli
tema: religioso
descrizione: Sopra la Madonna e Santi ci sono l'Arcangelo Michele e Gabriele
soggetto: lettere
tema: epigrafico
descrizione: Vicino alle figure, in caratteri romanici, vi sono le iscrizioni: S. GABRIEL; S. MIKAEL; S. FRANCISCUS: S. AMBROSIUS; restano tracce di altre iscrizioni, accanto alla Madonna V; L
La decorazione (affresco) è situata nel lato sud dell’edificio
La decorazione risale al XIV secolo
soggetto: dischi
tema: architettonico
descrizione: sotto la cornice ad archi trilobati, nelle cappelle verso il transetto, fascia gialla a medaglioni appena percepibile (vedi Coletti 1935)
Lunetta sopra il portale verso sud
San Francesco e Santo (Ivo) con donatore
La decorazione (affresco) è situata nel lato dell’edificio
La decorazione risale al XIV secolo
soggetto: san Francesco
tema: religioso
soggetto: santi
tema: religioso
soggetto: figure
tema: religioso
La decorazione (affresco) è situata nel lato dell’edificio
La decorazione risale al XIV secolo
soggetto: angeli
tema: religioso
descrizione: Un angelo giottesco con ali iridate nelle piume, plana dall'alto. Affresco staccato dalla facciata o dalla muratura esterna verso il chiostro della chiesa di San Francesco.
soggetto: cornici
tema: architettonico
descrizione: l'affresco doveva essere delimitato da una cornice di carattere cosmatesco
La decorazione (affresco) è situata nel lato dell’edificio
La decorazione risale al XIV secolo
soggetto: angeli
tema: religioso
descrizione: L'angelo arriva da sinistra e plana dall'alto; regge in mano un'asta con in alto un vessillo a forma di scudo. L'affresco è stato staccato dalle pareti esterne della chiesa.
soggetto: cornici
tema: architettonico
descrizione: L'affresco con l'angelo è delimitato da una cornice (ora solo parziale) di carattere cosmatesco.
La decorazione (affresco) è situata nel lato dell’edificio
La decorazione risale al XVI secolo
soggetto: fasce orizzontali
tema: antiquario
descrizione: Nei depositi museali sono conservati due porzioni di fregio che dovevano un tempo decorare la parete della chiesa verso il chiostro. Il fregio si sviluppa alternando cespi di foglie e girali con fiori abitati da uccelli e nastri, coppe su alzata fitomorfa.
soggetto: cornici
tema: architettonico
descrizione: I fregi sono delimitati da cornici modanate con profilo stondato, a perlinatire o a fusaiole e dentelli.
La decorazione (affresco, sinopia) è situata nel lato dell’edificio
La decorazione risale al XVI secolo
soggetto: scene religiose
tema: religioso
descrizione: Affresco staccato e conservato nei depositi dei Musei Civici. Mostra un frate di tergo che sorregge un cero e di fronte a lui altre figure, forse altri frati in processione. La scena è dipinta a monocromo con rapide e sommarie pennellate. In origine probabilmente si trovava in facciata.
La decorazione (affresco) è situata nel lato dell’edificio
La decorazione risale al XVI secolo
soggetto: scene religiose
tema: religioso
descrizione: Al lato sinistro della porta maggiore, restano poche tracce di una figura coronata di triregno, si tratta forse di un papa francescano. testimoniata da Altarui e Coletti
NETTO 1988, 2000
GIOVANNI NETTO, Guida di Treviso. La città, la storia, la cultura e l'arte, Lint, Trieste 2000 (prima edizione 1988), 608 pp.
pp. 253-261
COLETTI 1935
Catalogo delle cose d'arte e di antichità d'Italia. Treviso, a cura di LUIGI COLETTI, Libreria dello Stato, Roma 1935, 497 pp.
pp. 366-387, cat. nn. 742-746
BOTTER 1955
MARIO BOTTER, Ornati a fresco di case trivigiane. Secoli XIII-XV, prefazione di Giovanni Comisso, Libreria Editrice Canova, Treviso 1955, 134 pp. Si vedano anche BOTTER 1979, nuova edizione accresciuta, e BOTTER 2004, con prefazione di Lionello Puppi (Prefazione alla terza edizione, pp. 1-6).
p. 122; tav. p. 92
BOTTER 1979
MARIO BOTTER, Affreschi decorativi di antiche case trivigiane. Dal XIII al XV secolo, testi di Giovanni Comisso, Bepi Mazzotti e Memi Botter, Canova, Treviso 1979 (nuova edizione accresciuta di BOTTER 1955), 164 pp., con 84 tavole con i motivi delle decorazioni (pp. 57-142).
p. 151
BAILO 1888
LUIGI BAILO, Piccolo indicatore, «Bollettino del Museo Trivigiano», 1, 8 settembre 1888 e 2, 16 settembre 1988.
pp.13-14
MENEGAZZI 1964b
LUIGI MENEGAZZI, Il Museo Civico di Treviso. Dipinti e sculture dal XII al XIX secolo, Neri Pozza, Venezia 1964, 368 pp.
pp.182-183
COLETTI 1926e
LUIGI COLETTI, Treviso, con 138 illustrazioni e 1 tavola, Istituto Italiano d'Arti Grafiche Editore, Bergamo 1926 (Italia Artistica, 90), 148 pp.
pp. 43-44
MURARO 1953
MICHELANGELO MURARO, Guida per la città di Treviso e le sue opere d'arte, Treviso 1953, dattiloscritto, 218 pp.
pp. 157-164
pp.62-64