edificio 203

Via Cornarotta 7-9

nome storico: Palazzo Caotorta

Grande palazzo a quattro piani, con fronte principale su via Cornarotta dove si apre il grande portale lapideo sormontato da trifora con poggiolo e balaustrini. Le aperture, tutte monofore, sono al piano nobile sormontate da timpano triangolare.

Vicende costruttive

«Luogo di antico insediamento descritto da Bartolomeo Burchiellati come «statio antico et nobile illustremente», risulta abitato prima del XVI secolo da canonici della Cattedrale. Agli inizi di quel secolo i fratelli Scotto rifabbricano una grande casa riunendo edifici precedenti, uno dei quali «di ragione del grande Hospitale [...] con grandi vacui fini all'acqua». La descrizione si può interpretare come la costruzione di un nuovo edificio, avvenuta mantenendo il sedime e parte delle murature antiche, riempiendo alcuni spazi aperti, presumibilmente cortili interni, delimitati dalla Roggia. Nel 1718 risulta di proprietà e abitato da messer Cristoforo Como, e verso la fine del secolo viene acquistato da Girolamo Caotorta, che lo sottopone a una radicale ristrutturazione, come aveva fatto per le due ville di Spercenigo e di Ponzano; la decorazione della stanza sud-ovest del piano nobile, eseguita da Giovanni Battista Canal attorno al 1806, propone una data per la fine dei lavori. Tra il 1860 e il 1870 sono stati eseguiti lavori di modifica sostanziali: la casetta adiacente è stata ridotta di dimensioni per realizzare un passaggio laterale fino alla Roggia; il palazzo è stato diviso in vari appartamenti lasciando ai Caotorta l'uso del solo piano nobile. È di questi anni la decorazione della saletta a sud-est del piano nobile. L'intervento di consolidamento e ristrutturazione (2002-2003) è stato molto complesso, a causa delle pessime condizioni dell'edificio. Sono stati restaurati tutti gli intonaci storici, sia interni che esterni, e tutti gli elementi decorativi, riconducendo il palazzo alla sua unità funzionale iniziale.» (www.fbsr.it/la-fondazione/sede/)

Dati edificio

Edificio attualmente esistente

datazione:
XVIII secolo (ultimo quarto)

dati catastali
L'edificio è attestato dai seguenti catasti:
catasto napoleonico (1811) - mappale: 2230
catasto austriaco (1843) - mappale: 305

vincoli culturali:

elementi caratterizzanti l’edificio:
balaustrini, cornici marcapiano

Stato di conservazione

stato di conservazione dell’edificio: ottimo
stato di conservazione generale delle decorazioni: ottimo
leggibilità delle decorazioni alta

Decorazioni

marmorino

La decorazione (marmorino) è situata nel lato nord dell’edificio

La decorazione risale al XVII secolo

Soggetti decorazione

soggetto: marmorino bianco

tema: architettonico

descrizione: Le facciate sono interamente intonacate a marmorino, con alcune tracce di marmorino storico

Bibliografia

COLETTI 1935
Catalogo delle cose d'arte e di antichità  d'Italia. Treviso, a cura di LUIGI COLETTI, Libreria dello Stato, Roma 1935, 497 pp.

p. 72, cat. n. 96

NETTO 1988, 2000
GIOVANNI NETTO, Guida di Treviso. La città, la storia, la cultura e l'arte, Lint, Trieste 2000 (prima edizione 1988), 608 pp.

p. 278